giovedì 8 dicembre 2011

I laici per la promozione della famiglia: a 30 anni dalla "Familiaris Consortio"

Non c’è nuova evangelizzazione senza famiglia cristiana”. Le parole pronunciate da Benedetto XVI a conclusione dei lavori della XX assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia dal tema “Orientamenti della Familiaris Consortio e urgenze pastorali di oggi”. Nel trentennale dell’esortazione apostolica post-sinodale di Giovanni Paolo II, l’assemblea ha sottolineato come grazie a essa oggi la Chiesa conosca meglio “la situazione delle famiglie” e “i frutti che la Familiaris Consortio” ha portato in ambito pastorale e civile”. Nel primo caso sono stati redatti direttori di pastorale della famiglia in moltissimi Paesi, sono state costituite commissioni diocesane e parrocchiali, centri di orientamento familiare e molti altri servizi; si sono sviluppati i movimenti familiari di spiritualità e di apostolato; si sono moltiplicate le coppie evangelizzatrici, come gli agenti della pastorale familiare, che a volte hanno mostrato un entusiasmo, una dedizione e una creatività superiore a quella degli stessi preti”. Sta dunque prendendo corpo una pastorale della famiglia continua e graduale, che abbraccia tutte le età della vita. Analogamente in ambito civile c’è stato un notevole incremento dell’impegno dei cristiani, che spesso, come in Italia, si riuniscono in un forum per collaborare più sistematicamente e agire più efficacemente. Altrove si registra la presenza dei Focus group, che sensibilizzano l’opinione pubblica sulle tematiche emergenti di volta in volta, sulla base per lo più di dati sociologici, delle ricerche di settore. Dopo le tre giornate di lavoro si conosce meglio la crisi della famiglia nei vari continenti, le tendenze in atto e le cause. Ma quel che appare più interessante è come davanti a una situazione così problematica, l’assemblea si sia detta unanimemente convinta che la crisi può essere contrastata: “31 Stati degli USA hanno blindato il sistema giuridico contro il matrimonio omosessuale; 18 Stati in Messico hanno fatto lo stesso contro l’ aborto; le istituzioni europee che hanno respinto la pretesa di elevare l’aborto a diritto della donna, come se fosse un bene”. La seconda parte delle conclusioni riguardava gli orientamenti da trarre nell’impegno pastorale e civile. “Si sta passando da una Chiesa di tradizione a una Chiesa di conversione”. E in questa prospettiva si teorizza una pastorale che sia “pedagogia della santità”. Soprattutto ci si attende dai nuovi movimenti che divengano “minoranze creative” e forze trainanti della Nuova evangelizzazione: i pochi per tutti; non gruppi chiusi elitari autoreferenziali, ma che irradiano il vangelo con la testimonianza e si impegnano secondo le loro possibilità nelle iniziative che riguardano i principali capitoli della pastorale familiare oggi: cioè la preparazione matrimoniale, l’annuncio, il contatto con i non credenti e i non praticanti, la vicinanza alle famiglie ferite e alle situazioni irregolari. Infine sono stati indicati alcuni impegni per il dicastero, a cominciare dall’appuntamento di Milano 2012.


(Osservatore Romano, 3 dicembre 2011)

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