sabato 4 febbraio 2012

Associazione Don Franco Baroni e la Giornata del Malato 2012



Il 12, 13 e 14 Febbraio 1998 l’Associazione “Don Franco Baroni” onlus organizzò il convegno nazionale: «A casa è meglio» lanciando concrete proposte di sviluppo delle cure domiciliari in geriatria e oncologia. Sono passati 14 anni e nella nostra società si sono accentuati fenomeni che da una parte accelerano ma dall’altra frenano le attività di assistenza domiciliare. Il concetto sintetizzato nel titolo del convegno del 1998 resta per noi assolutamente valido, ma è anche vero che la casa non è soltanto un luogo fisico e dunque le pareti di un edificio. La casa deve essere accogliente e avere due precisi requisiti: da una parte l’idoneità abitativa dall’altra il consenso all’assistenza domiciliare sia del paziente come della sua famiglia. Ciò potrebbe sembrare facile e anzi scontato perché una famiglia, nell’immaginario collettivo, sa prendersi cura del proprio congiunto malato. In realtà non è così semplice. E’ vero anzi che quando un componente si ammala il nucleo familiare viene sconvolto e profondamente coinvolto nella situazione del congiunto. I nuovi modelli di organizzazione e gestione dei servizi socio-sanitari privilegiano l’assistenza domiciliare rispetto a quella ospedaliera, che in futuro sarà sempre più breve e limitata alla fase acuta delle malattie. Ciò, almeno dal nostro punto di vista, rappresenta un aspetto positivo, perché offre al malato notevoli benefici psicologici, ottenendo anche per le strutture sanitarie una riduzione dei costi. Ma il rischio è che si finisca con lo scaricare sulla famiglia molte e complesse problematiche dovute anche all’insufficienza delle strutture territoriali. Insomma la famiglia viene caricata di onerosi fardelli a livello assistenziale ed economico che portano ad affrontare momenti molto faticosi. Malattie terminali e disabilità degli anziani sono in continuo aumento e sono aggravate dalla solitudine della vedovanza, dalla distanza dai figli che lavorano o dall’unica presenza dei figli unici. Vivere con un anziano non autosufficiente determina inoltre un peggioramento psico-relazionale tanto dell’individuo quanto della famiglia. Ciò avviene in un contesto, sociale e storico, che vede la famiglia attraversata da una crisi senza precedenti. E’ sempre più evidente la fragilità strutturale della famiglia che la rende spesso incapace di reagire alle difficoltà e alle sofferenze della vita. Separazioni, divorzi e convivenze sono in aumento e complicano ulteriormente il problema. Ecco perché l’Associazione “Don Franco Baroni” onlus lancia l’attenzione sul tema della famiglia e sulla sua capacità di accogliere il malato. Se vogliamo sviluppare le forme di assistenza domiciliare dobbiamo irrobustire la famiglia. Enti pubblici e Associazioni di Volontariato come la nostra devono estendere l’attenzione e la cura anche alle famiglie dei malati, instaurando rapporti umani ed affettivi. E’ indispensabile questo sostegno morale alla famiglia perché possa superare il giustificato sconforto. Un accompagnamento premuroso, che richiede periodiche visite a domicilio per aiutare la famiglia a scoprire, nella dolorosa stagione della sofferenza, preziosi valori umani e spirituali. D’altra parte l’assistenza domiciliare, per quanto con il supporto di sempre più preparate équipe curanti e con l’appoggio di autentici e motivati volontari (dunque di persone non pagate ma mosse soltanto da ragioni di solidarietà), costituisce per la famiglia un impegno assai rilevante che si fa via via più intenso con il progredire della malattia, fino a richiedere ai familiari di abbandonare il proprio lavoro e il proprio ruolo nella società. Ecco perché noi sosteniamo che le famiglie hanno bisogno anche di una dote economica che le aiuti a gestire al loro interno le malattie degenerative, critiche e complesse. Soltanto così – per la nostra visione di vita – si potranno prevenire le derive crudeli e disumane nei confronti della vita nella sua fase terminale.

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